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Un tempo strano – Joe Hill | Recensione


Alcuni scrittori sono nati per sorprendere, inquietare e, soprattutto far vivere autentiche sensazioni di terrore al lettore. Perché queste letture funzionano così bene, tanto da coronare nell’immaginario collettivo autentici “Re” come Stephen King (scusate il voluto gioco di parole)? Le risposte sono molteplici, ma una di queste è senza dubbio il piacere di una “paura controllata” e genuina di eventi vissuti attraverso le parole scritte su carta, pur restando nella poltrona di casa o sotto l’ombrellone, magari godendo del sottofondo delle onde del mare. Uno di questi maestri indiscussi è senz’altro Joe Hill, che in piena estate ci riempie di brividi e paura con Un Tempo Strano.

Un Tempo Strano (Sperling & Kupfer, 2020) è una raccolta di quattro racconti del maestro dell’horror Joe Hill, uno dei più importanti autori americani nel genere. Pluripremiato in tutto il mondo con riconoscimenti come il Bram Stoker Award e il British Fantasy Award, tra le sue opere più famose vogliamo citarne alcune trasformate poi anche in altri media, come NOS4A2 diventato una serie TV, A tutto gas (uno dei racconti, Nell’erba alta, scritto insieme a Stephen King, è diventato un film) e Locke & Key da cui il fumetto e quindi la popolare serie tv di Netflix recensita anche nelle nostre pagine.

Joe Hill

Ma c’è una cosa che Un Tempo Strano vuole assolutamente essere: il contrario di un romanzo. Questa raccolta ad opera di Hill, a detta dello stesso autore, è un autentico esperimento per sé stesso e per il lettore, che non si inoltrerà all’esplorazione di mondi in cui perdersi, ma premerà l’acceleratore in vicende brevi e molto intense. Vicende che si fatica a capire dove potrebbe finire la realtà rappresentata dalla finzione e quello che potrebbe essere un autentico incubo.

Un tempo strano. Sogno o son desto?

Quattro racconti, non particolarmente brevi (il volume raggiunge comunque le 500 pagine), ma che rispecchiano pienamente le intenzioni dell’autore, ovvero catapultare il lettore in vicende assurde, paradossali e quasi sempre fuori da ogni logica possibile, senza dover approfondire gli stessi protagonisti delle storie narrate. Il fulcro del racconto è, dunque, un fatto o un elemento incredibile sul quale ruotano i personaggi. E in ben tre racconti, Hill non risparmia l’elemento prettamente fantastico.

Per esempio, nel primo racconto, Istantanea, un giovane tormentato per essere in sovrappeso, si riscopre eroe per caso per la sua vicina di casa, una donna che sembra ogni giorno sempre più immemore… La colpa sarebbe di uno strano individuo e della sua Polaroid, o meglio una “Solarid”, una macchina fotografica in grado di catturare istantanee insieme ai ricordi della mente di chi viene fotografato. Il protagonista diventa inaspettatamente l’eroe della storia, ma non aspettatevi un vero e proprio finale edificante, anche se riesce a “liberare” la povera Shelly da un’esistenza priva di ricordi.

Joe Hill

La lettura prosegue con Carica, un racconto molto particolare e delicato, che pone l’attenzione sull’uso delle armi e sullo stato mentale dei reduci di guerra, in particolare nello Stato della Florida, dove un ex soldato divenuto poi addetto della sicurezza di un centro commerciale, sventa un attentato. Nel corso della storia vengono intrecciate in modo sopraffine le vite di diversi personaggi, culminando tutte in un epilogo tutt’altro che a lieto fine. Una storia incredibile, con tratti davvero crudi e inaspettati, dove ammetto di essere quasi saltato dalla sedia durante alcuni colpi esplosi… Senza dubbio il racconto che più di tutti mi ha tenuto col fiato sospeso.

Lassù e Pioggia chiudono questa antologia rimettendo in gioco elementi fantastici in grado di stupire per la loro atipicità: una nuvola in grado di catturare un ragazzo alle prese col suo primo lancio da improvvisato paracadutista e di fargli vivere a bordo un’avventura mista tra sogno e orrore, che lo porteranno a prendere finalmente in mano la sua vita, mentre in Pioggia troveremo un’autentica pioggia di cristalli e una comunità che deve rifugiarsi ad ogni costo.

In questi ultimi due racconti ho trovato appunto l’elemento fantastico a dir poco originale e sorprendente, ma ammetto di aver trovato inconcludenti entrambi gli epiloghi. Sicuramente, come si può notare su Lassù, il viaggio (la permanenza sulla nuvola, in questo caso) colpisce più della metà. Quindi, possiamo affermare che Joe Hill ha centrato l’obiettivo.

L’orrore è dentro noi stessi  

Leggendo Un tempo Strano di Joe Hill, siamo più vicini a quell’orrore che potremmo vivere nei nostri incubi, un orrore molto fantasioso e surreale, se escludiamo il racconto Carica nettamente differente rispetto agli altri tre.

Una macchina fotografica che cattura i ricordi, una nuvola che somiglia a un UFO che ci tiene prigionieri e una pioggia di cristalli in grado di distruggere e dilaniare le persone. Tutti elementi mistici che starebbero bene in un incubo, ma che fondamentalmente non spaventano come qualche altro classico del brivido. Tuttavia, Hill riesce a far vivere questi paradossi su carta grazie a un’ottima immedesimazione nei personaggi, grazie al contorno delle loro vite comuni, pezzi di vita che ci appartengono, come il bullismo, la paura del fuoco, delle armi, di un amore non corrisposto o di una società cieca.

È questo a fare veramente paura, il richiamo di orrori che abbiamo vissuto o che potremmo vivere in un giorno qualsiasi della nostra vita. Solo che in Un tempo Strano sono forzati dalla scrittura dell’autore che riesce pienamente nella sfida del racconto breve.

Non siamo ai livelli di altre sue opere memorabili, dalle peculiarità assolutamente differenti e poco paragonabili a questo volume, ma se cercate quel brivido fugace e qualche importante spunto di riflessione su voi stessi e sulla nostra società, troverete in Un tempo Strano una lettura assolutamente piacevole e originale.

Se amate Joe Hill non potete perdere uno dei suoi più grandi successi: NOS4A2 disponibile in sconto su Amazon.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 29 Luglio 2020 — 19:00
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