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Una notte ho sognato New York, recensione: la vita dall’altra parte dell’oceano


New York è da sempre uno dei simboli del senso di libertà e opportunità che identifichiamo con gli Stati Uniti. Nell’ideale di chi cerca una nuova vita, la Grande Mela è una tappa possibile, anche se resa complessa da una serie di peripezie burocratiche e leggende metropolitane che spesso rendono questo salto nel buio spaventoso, al punto che rimane un sogno nel cassetto che col tempo assume il sapore amaro del rimpianto. Ma non per Piero, il protagonista di Una notte ho sognato New York, romanzo edito da Mondadori.

Prima di addentrarci in questa opera prima, per comprendere meglio il romanzo è necessario ricordare che l’autore, Piero Armenti, è una figura nota del mondo social, da cui racconta la sua esperienza di newyorkese tramite una frequentata pagina Facebook, Il mio viaggio a New York. Partito da un paese della provincia italiana, Piero ha scelto di nutrire quel sogno che lo ha sempre affascinato, anche correrendo dei rischi: a New York ci è andato davvero. Non prima di essersi lanciato alla scoperta del Venezuela, dove ha vissuto diversi anni, ed esser divenuto corrispondente estero per alcune testate giornalistice italiane.

Una notte ho sognato New York: viaggio nella metropoli più amata al mondo

Quella che per molti è una vacanza, per Piero è divenuta casa, traguardo di un percorso impegnativo e spesso gravoso, ma che questo tenace ragazzo ha affrontato con determinazione ed ironia, arrivando a conquistarsi il diritto di considerarsi newyorkese. Divenuto tour operator dopo aver conseguito la necessaria licenza (impresa non da poco, a New York), Armenti è divenuto un seguito urban explorer, grazie alla sua profonda conoscenza della metropoli americana, che lo ha portato a scoprire luoghi incredibilmente affascinanti seppur poco noti.

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Quotidianamente, Piero Armenti mostra scorci di New York, dispensa consigli su come vivere nella Grande Mela ed è divenuto un punto di riferimento per gli italiani desiderosi di vivere un’esperienza newyorkese. Con il suo divertente approccio a cavallo tra l’ironico e il poetico, Piero racconta la ‘suaNew York, scegliendo un approccio che esula spesso dai luoghi celebri e noti grazie all’industria cinematografica o letteratura, come Empire State Building o la Statua della Libertà, preferendo valorizzare l’impatto umano ed emotivo, non nascondendo anche gli eccessi e le contraddizioni di una società dalle tante anime come quella americana.

Una scelta che Piero Armenti ripropone anche nel suo libro, Una notte ho sognato New York. Sarebbe stato facile scrivere un diario di viaggio in cui la città che non dorme mai si limitasse ad esser un semplice teatro di una vicenda umana, ma Armenti riesce a tenere fede a ciò che promette il titolo: New York è una coprotagonista viva e presente della sua storia. Anziché concentrarsi sull’architettura e sulla familiarità con i più celebri edifici della Grande Mela, Piero Armenti affronta diversamente il suo viaggio nella metropoli americana, lasciando in secondo piano l’impatto visivo prediligendo una narrazione emozionale, basata sulle persone incontrate e su uno scontro di mentalità incredibile.

Ed è la fortuna di Una notte ho sognato New York. Per chi non ha mai avuto modo di confrontarsi direttamente con la società americana, l’idea degli States è costellata di inesattezze e di ‘sentito dire’, spesso nati dall’illusione che serie televisive e film possano veicolare l’anima di questa nazione. Intelligentemente, Piero Armenti concentra l’attenzione del lettore su aspetti poco noti, legati ai primi, complessi momenti dell’arrivo a New York.

In ogni pagina di Una notte ho sognato New York traspare la sua percezione emotiva nel rapporto personale con i newyorkesi, che sembrano vivere in un mondo a parte, anche rispetto alle zone meno urbane degli States. Con una scrittura scorrevole e sentita, Piero ci fa immedesimare in questo intraprendente giovane che lascia una sicurezza familiare per realizzare un sogno, rinunciando anche ad un amore e forte solo della voglia di cercare un qualcosa di diverso.

Un nuovo modo di raccontare New York

Ad appassionare, durante la lettura, è la scrittura genuina e semplice di Armenti, che diventa un ottimo tramite emotivo tra storia e lettore. Gli incontri, le prime difficoltà e lo scontro di mentalità sono resi con particolare coinvolgimento. Grazie al racconto di Piero possiamo conoscere personaggi indimenticabili come la signora Rosetta, l’avvocato Valentino o la conturbante Gina, inserendoli all’interno di una dinamica sociale incredibile per i nostri standard, ma che Una notte ho sognato New York rende viva e credibile.

Leggendo la prima avventura newyorkese di Armenti, infatti, veniamo portati in un mondo che sembra lontanissimo dalla nostra quotidianità. Ma questo nostro senso di spaesamento è l’eco delle sensazioni vissute da Piero Armenti, che arrivano su pagina senza alcun filtro, condivise con i lettori grazie ad un’onestà disarmante. Ci si potrebbe aspettare che Armenti voglia enfatizzare solo gli aspetti positivi di questa sua avventura, invece sceglie di instaurare un rapporto onesto con il lettore, non celando le sue difficoltà, le delusioni e i rimorsi. Non mancano i momenti in cui la lontananza si fa sentire, o i pensieri condivisi con i genitori al telefono, che trovano spazio nel libro contribuendo a dare maggior colore ed autenticità a questo soggiorno newyorkese.

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Una notte ho sognato New York ha tutto il fascino di un racconto sentito e frutto di un’esperienza diretta dell’autore, ma mostra anche qualche piccola debolezza da parte di Armenti. Alcuni dialoghi, che pur potrebbero essere avvenuti realmente, sembrano artificiosi, mancanti di quella spontaneità che invece è ammirevolmente presente in gran parte del libro, trasparendo anche da alcune scelte di vocaboli poco in linea con il tono confidenziale del racconto. Sia chiaro, sono dettagli minori che non privano Una notte ho sognato New York della sua bellezza, frutto soprattutto proprio dell’essere autentico di Piero Armenti, caratteristica evidente proprio nel modo in cui racconta con ugual passione ed onestà successi e fallimenti.

Valore aggiunto non indifferente è l’aver inserito una sorta di guida alla storia a fondo volume. Ogni luogo o punto di interesse citato da Armenti compare un elenco, dove viene data la posizione a New York, creando una sorta di itinerario per aspiranti visitatori di questa incredibile e roboante metropoli. Un ultimo invito, da parte di Piero Armenti, a farsi coraggio e mordere la Grande Mela per assaporarla fino all’ultimo boccone.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 11 Luglio 2020 — 14:40
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