Siti Web > Notizie di Marketing e comunicazione

Consulta le nostre news di tecnologia ed informatica online !

Veicoli autonomi, come intuire le intenzioni degli altri guidatori? Un esperimento del MIT


Immaginate di essere alla guida, in una strada molto trafficata, e torvarvi nella situazione di dover compiere una svolta a sinistra. Le auto che sopraggiungono dalla direzione opposta continuano a procedere, e dovete aspettare per secondi – talvolta minuti – interminabili, mentre il nervosismo e la frustrazione aumentano. Finalmente dall’altra parte un'”anima pia” rallenta e lascia sufficiente spazio per poter passare. E’ una situazione che viviamo spesso, e sulle strade del mondo accade un numero inenumerabile di volte.

Ma un’auto a guida autonoma come si compota in una situazione del genere? Di norma gli algoritmi sono architettati per valutare solamente le informazioni relative alla fisica del moto degli altri veicoli e a prendere decisioni in maniera conservativa nel momento in cui vi sono informazioni ambigue che non consentono di tratteggiare un quadro chiaro della situazione.

Gli esseri umani hanno comunque un piccolo vantaggio in queste circostanze, che risiede nella capacit di raccogliere quei piccoli “indizi sociali” per provare a desumere le intenzioni degli altri utenti della strada. Pur con qualche difficolt (come evidenziato dal fatto che in un Paese come gli Stati Uniti circa 1,4 milioni di incidenti all’anno avvengono proprio nelle fasi di svolta), una capacit essenziale per la maggior parte delle nostre attivit sociali, nelle quali rientra anche la guida. Laddove un cenno con la mano pu rendere chiaro, senza ombra di dubbio, che un altro guidatore ci sta lasciando spazio per passare, siamo anche capaci di fare supposizioni sulla base del semplice comportamento della sua vettura.

Una capacit che afferisce alla pi ampia e complessa teoria della mente, ovvero l’abilit di attribuire stati mentali a se stessi e agli altri, e comprendere che gli altri hanno stati mentali diversi dai propri. E un gruppo di scienziati del MIT ha provato a delineare un modo per usare una versione “ridotta” della teoria della mente cos da dotare i veicoli della capacit di elaborare una decisione sulla base dell’interpretazione dei comportamenti dei conducenti umani nelle vicinanze. E’ prematuro pensare che ora sia possibile dotare un veicolo autonomo di una piena teoria delle mente: le intelligenze artificiali non sono ancora sufficientemente avanzate per poter gestire una simile complessit, senza contare che il campo di applicazione “automobilistico” richide comunque la capacit di saper riconoscere un insieme limitato dei comportamenti umani.


L’idea alla base del lavoro dei ricercatori, descritto in una nuova pubblicazione su Proceedings of the National Academy of Sciences, prende in considerazione un concetto chiamato “social value orientation” che formalmente indica la preferenza di un individuo nel destinare risorse tra s e un’altra persona, cio quanto un individuo sia altruista o egoista. Applicando questo concetto ai comportamenti stradali i ricercatori hanno cercato di stabilire una categorizzazione che permetta di stimare quanto un guidatore possa essere incline o meno a semplificare la vita agli altri utenti della strada.

I ricercatori hanno stilato quattro categorie in cui far rientrare i comportamenti degli utenti della strada: gli altruisti, che cercano di massimizzare sempre l’appagamento degli altri utenti della strada, i guidatori prosociali, che pur facendo i propri interessi cercano comunque di compiere azioni che permettano anche ad altri di benificarne, gli individualisti che pensano solo a massimizzare la loro esperienza di guida, e i competitivi che si curano solamente di avere un’esperienza migliore rispetto agli altri (e in questo possono mettere in atto scelte con lo scopo specifico di peggiorare l’esperienza degli altri).

Partendo da queste categorie i ricercatori hanno sviluppato un modello e una formula che permetterebbe di calcolare quale possa essere la traiettoria di guida attesa per ciascuna di esse, data la posizione di partenza delle altre vetture. Il veicolo autonomo stato programmato per comparare le traiettorie dei conducenti umani con la versione calcolata e usare questa comparazione per determinare in quale delle quattro categorie si possa collocare l’altro utente della strada e stabilire quale azione/reazione compiere.

L’approccio differente rispetto a quanto abitualmente fatto fino ad ora in quest’area applicativa, dove il processo algoritmico decisionale stato basato prevalentemente sulla teoria dei giochi assumendo che ogni guidatore sta sempre cercando di massimizzare la sua propria esperienza, e l’emergere di comportamenti altruistici semplicemente incidentale in quest’ottica di massimizzazione. Questo nuovo lavoro, di contro, include e considera il comportamento altruistico come tale nell’elaborazione dei modelli e riconosce inoltre che i guidatori, in quanto esseri umani, sono complicati e possono mutare la loro tendenza con l’evoluzione delle situazioni e delle circostanze.

Usando questo sistema i ricercatori hanno ottenuto dati sulle posizioni e le traiettorie dei veicoli con i guidatori che si immettono in un’autostrada, tipica situazione che richiede un certo grado di altruismo da parte degli utenti della strada che sopraggiungono in direzione dell’immissione. Sfruttando il sistema di social value orientation il veicolo autonomo stato capace di fare previsioni pi accurate delle traiettorie dei guidatori, riducendo il tasso d’errore delle previsioni del 25%. Il sistema ha mostrato validit anche nel cambio di corsia sulle autostrade trafficate e nelle situazioni di svolta.

Sebbene, come detto, siamo ancora lontani dal poter dare ai veicoli autonomi una teoria della mente “piena”, il lavoro dei ricercatori del MIT molto importante per dimostrare che si possono ottenere benefici significativi dal darne una forma limitata ai veicoli autonomi. Ed inoltre una dimostrazione chiara che se vi l’intenzione di integrare sistemi autonomi, al di l della guida, in qualcosa che un’attivit sociale, importante prestare attenzione al lavoro dei sociologi.



Fonte: https://feeds.hwupgrade.it

Rate this post
Updated: 20 Novembre 2019 — 10:53
Siti Web > Notizie di Marketing e comunicazione © 2018 Realizzazione, creazione, sviluppo, progettazione siti web-internet