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Wasteland 2 Director’s Cut Recensione, l’RPG classico su Nintendo Switch


Nintendo Switch si conferma una console capace di accomunare moltissimi titoli provenienti da altre piattaforme di gioco. Nell’ultimo anno, infatti, il catalogo della piccola console giapponese è notevolmente incrementato con l’aiuto di moltissimi sviluppatori – indipendenti o veri colossi del settore – che hanno riadattato le proprie creazioni a una concezione d’intrattenimento portatile.

In questo particolare movimento trova spazio un videogioco davvero unico del suo genere, stiamo parlando di Wasteland 2: Director’s Cut. Sviluppato da inXile Entertainment e pubblicato da Deep Silver, questo gioco di ruolo a turni ha ottenuto un buon successo fin dal giorno del suo debutto ufficiale, il 19 settembre 2014.

Dopo l’uscita su PS4 e Xbox One, in questo mese ha versione per Nintendo Switch è disponibile e vi presentiamo la recensione completa.

Una realtà post-apocalittica…

La storia di Wasteland 2 inizia nel 1998 e racconta una narrazione distopica, o meglio, una guerra nucleare tra l’esercito americano e quello dell’Unione Sovietica. Nel giorno del cataclisma, una compagnia di ingegneri degli Stati Uniti – incaricato di costruire dei ponti in una zona desertica – hanno trovato riparo in una prigione che in quel momento divenne un centro per aiutare tutti i dispersi. Gli ingegneri formarono i “Desert Rengers”, un’organizzazione che cerca di aiutare i sopravvissuti del deserto e dei territori limitrofi.

La campagna di gioco ha inizio cento anni dopo, precisamente nel 2102 (quindici anni dopo del primo capitolo della saga). I Desert Rangers si ritrovano a investigare su uno strano crimine del ranger Ace, un soldato inviato dal generale Vargas – l’attuale capo dell’organizzazione – per indagare su un segnale radio alquanto strano che parla di un uomo diventato una macchina. Il compito dei giocatori è quello di indagare sull’accaduto e scoprire tutti i segreti che si celano dietro questo assassinio.

La storia, tutto sommato, è la medesima di quella vista sulla controparte PC uscita nel 2014. D’altronde gli sviluppatori hanno svolto soltanto un lavoro di riadattamento generale a questo videogioco per renderlo fruibile anche su Nintendo Switch. Troviamo inutile, quindi, dare un giudizio su una campagna ormai collaudata perché siamo sicuri che tutti gli appassionati saranno accontentati dalla storia raccontata da inXile Entertainment.

Uno strategico gestito dai piccoli Joy-Con

Wasteland 2: Director’s Cut è un videogioco strategico con meccaniche molto simili a quelle già viste nel franchise XCOM. Il giocatore ha l’obiettivo di gestire un gruppo di soldati dei Desert Rangers con l’obiettivo di sopravvivere a tutte le intemperie del deserto, un paesaggio particolarmente rovinato dalle radiazioni della guerra nucleare svolta un centinaio di anni prima.

La prima partita coincide con la scelta del proprio personaggio di gioco e della propria squadra (prima sono disponibili solo quattro slot, poi diverranno sette). L’utente quindi deve scegliere la propria squadra in modo strategico come cecchino e medico. Il gioco in questione, inoltre, permette di scegliere diversi attributi principali come forza, carisma e percezione, scelti anch’essi con la massima cura per ottenere vantaggi durante la partita.

Gli attributi principali influenzano moltissimi parametri di Wasteland 2: Director’s Cut come i punti azione e le abilità attive e passive.

Il sistema di gioco, come tutti gli strategici che si rispettino, è lento e manovrato. Gli appassionati hanno il dovere di imbastire un’azione di gioco che riesca a sconfiggere tutti gli avversari posti sul terreno. Quest’ultimo elemento è suddiviso in quadratini e bisogna spendere per compiere le consuete azioni di movimento, caricare e premere il grilletto. Certo, sembra tutto facile, ma il sistema di combattimento è tutt’altro che semplice.

Un accecante orizzonte

Wasteland 2: Director’s Cut include il medesimo comparto grafico della versione disponibile su Steam e sugli altri store. Come largamente detto in precedenza, questo gioco ha subito un riadattamento ed è stato ottimizzato per rispondere egregiamente ai comandi di Nintendo Switch. Tutto sommato, questo gioco non gode di elementi grafici di spicco, infatti i modelli tridimensionali delle ambientazioni e dei personaggi sono semplici.

Il comparto tecnico, invece, non è particolarmente degno di particolari lodi. La versione per la console giapponese ha un problema nei caricamenti di gioco. Quest’ultimi sono infatti più lunghi e rovinano l’intera esperienza offerta da questo titolo. In molti si lamentano della mancanza dei comandi touchscreen, ma nella nostra prova non abbiamo riscontrato particolari problemi senza questa funzionalità.

Wasteland 2: Director’s Cut non è soltanto disponibile su Nintendo Switch, infatti potete prenderlo su PS4 a un prezzo speciale.





Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 18 novembre 2018 — 14:22
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