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Zombie Army 4: Dead War | Recensione


Ah, l’Italia! Verdi campagne, siti culturali di spessore, paesaggi pittoreschi e affamati zombie a perdita d’occhio. Sì, quando il nostro Bel Paese passa per le mani di Rebellion nel nuovo Zombie Army 4 Dead War, le città più amate dello stivale si trasformano in focolai pieni zeppi di nazisti immortali dediti alla morte e allo sterminio di qualsiasi altro essere vivente, un po’ come dei turisti dall’oltretomba. Per la prima volta nella storia del marchio, giochiamo letteralmente in casa, impersonando i cari eroi della resistenza come Karl Fairburn mentre liberano i canali di Venezia dai cadaveri risorti o fronteggiano l’ira di un Vesuvio in piena eruzione.

Come è evidente da queste poche premesse, Zombie Army 4 continua la combinazione vincente dell’ucronia tipica di Rebellion, ormai acclamata dall’utenza come uno dei più curati e divertenti shooter cooperativi a tema zombie, specialmente perché utilizza lo scheletro del gameplay caratteristico di Sniper Elite, portandolo all’eccesso e senza temere di sfociare nell’assurdo più totale. Ma del resto è questo il bello dell’anima di Zombie Army: l’essere esagerato fino al midollo, facendoci vivere storie assurde uscite fuori dal miglior b-movie sulla Seconda Guerra Mondiale in salsa horror, ricche di frasi fatte e culti infernali da debellare.

Tutte le strade portano a Roma

Prima di giungere al confronto con il leader supremo della macchina da guerra nazista, il tour panoramico che Rebellion ha in programma per i giocatori parte della nebbiosa Milano degli anni ’40, quando ormai si pensava che l’esercito del terzo Reich risorto fosse ormai debellato. Purtroppo però nessuna delle forze alleate poteva prevedere l’azione dei fanatici e le loro macchinazioni dietro la nuova armata di Hitler, ormai trasformata in demoni nati dai cadaveri dei campi di battaglia e assetati di vendetta.

Mentre l’Europa sembra ormai essere stretta in una morsa senza via d’uscita, lo scenario italiano si dimostra essere quello meno colpito dalla piaga non-morta e, perciò, diventa l’unica speranza concreta di trovare un modo per debellare la minaccia putrefatta e porre fine alla Guerra dei Morti. Le scoperte fatte in Italia riescono inoltre a individuare numerose torri demoniache erette in tutta la penisola, nominate come obiettivi strategici su cui si baserà l’intera campagna di gioco guidata da personaggi vecchi e nuovi, ognuno con abilità specifiche e – finalmente – delle voci effettive.

Italianissimo fino al midollo!

Si parte dal nord fino ad arrivare al sud, passando per la Sardegna e alcune tappe estere occasionali di quando in quando. Essendo il 1940 circa non aspettatevi però di trovare la Milano urbana dei grattacieli o Sorbillo a Napoli: la ricostruzione storica di Rebellion per Zombie Army 4 è precisa quanto basta, ricca di chicche visive e fedele nell’urbanistica d’epoca dei nostri centri più noti, per quanto di tanto in tanto si affondi nei classici stereotipi dell’italiano “paesano” visto da occhi esteri.

I livelli si susseguono seguendo il cambiamento delle aree geografiche, dividendosi in mini-sezioni in base alla città in cui sono ambientate. L’attenzione a tematizzare ogni singolo capitolo della campagna di Zombie Army 4 è evidente, soprattutto se si guarda a come ogni capitolo non solo propone scenari diversi, ma anche nemici e situazioni così uniche da cambiare spesso e volentieri le dinamiche di gioco. Naturalmente tale meccanismo è accompagnato da un crescendo sia narrativo che di pura difficoltà, trovando nei livelli finali di gioco la massima esplosione e godimento, specialmente se si è nati e cresciuti in Italia. Non mancano inoltre tante risate occasionali per il lato più cheesy dell’operazione nostrana, insieme a una marea incredibile di easter egg e segreti da scoprire tra i vari collezionabili.

Dalla prospettiva dei nostri occhi tricolore, Rebellion ha creato una toccante e sanguinolenta lettera d’amore per lo stivale, scoprendo nei suoi luoghi i giusti ingredienti per proporre quella perfetta sensazione di Seconda Guerra Mondiale in ogni sua sfaccettatura immaginifica. Non bisogna certo aspettarsi nulla di serio o rappresentativo del vero conflitto storico, tuttavia nell’esagerazione di Zombie Army 4 è bastato inserire riferimenti dettagliati e dosati per dare credibilità alla sua nuova visione distopica, tanto da distaccarlo di molto dal resto dei titoli precedenti per intensità e cura del proprio scenario. Un qualcosa che, finora, apparteneva più a Sniper Elite che altro.

Pizza con budella di zombie e proiettili saltati

Dalla serie principale viene anche ripreso tutto il sistema di shooting, incentrato principalmente sui fucili da cecchino e sulla precisione dei propri tiri, premiati occasionalmente con la cara e vecchia X-Ray Cam. L’armamentario non è così vasto come si potrebbe pensare, ma viene compensato da una marea di potenziamenti, abilità e accessori che ben giustificano lo spazio concesso per il salvataggio di diversi loadout, non contando naturalmente le numerose opzioni di personalizzazione che, per certi versi, permette di vestire ruoli come curatore con Munizioni Divine o tank con capacità difensive. Rimane quindi l’anima arcade tipica di questo filone, fatta di punteggi da superare e sbloccabili da collezionare con varie azioni in gioco.

Uno scenario tutt’altro che sole e mare.

Come detto in precedenza, tutti questi aggiornamenti all’arsenale degli eroi sono giustificati da una sempre crescente difficoltà e diversità dei vari zombie, i quali assumono forme sempre diverse a seconda degli spazi in cui crescono. Si passa da maniaci incendiari a generali negromanti in un battito di ciglia, fino ad arrivare ad ossi veramente duri come i temibili Macellai o veicoli corazzati fatti di carne marcita. Per fortuna, di quando in quando, troveremo numerose bombe e armi pesanti per fronteggiare le minacce più toste, tra cui possiamo annoverare il sempre utile lanciafiamme o l’eccessivo bombardamento aereo.

Affrontare tutto questo in solitaria è sicuramente fattibile e vi permetterà di dedicare più tempo all’esplorazione per i collezionabili, ma è nel multiplayer che Zombie Army 4 Dead War dà il suo meglio come titolo cooperativo dall’alto tasso di divertimento e difficoltà, soprattutto nella ormai stabile – e potenziata – modalità Orda. Coordinazione, strategia e preparazione sono gli ingredienti principali dell’impasto delle difficoltà più elevate, capaci di mettere alla prova anche il team più organizzato.

La generosità della campagna già di per sé vi assicura una longevità tale da poter passare molte sere in compagnia dei vostri compagni di gioco, tuttavia Zombie Army 4 vuole strafare e porta un sistema di progressione sia stratificato che abbondante, con tanto di sfide settimanali dalle ghiotte ricompense, piene di handicap e condizioni da superare. Classifiche, prove e punteggi daranno la soddisfazione in più ai vostri completamenti, regalando un pane decisamente duro per i denti temprati dei giocatori più competitivi.

Al netto dell’anima estremamente divertente, il titolo di Rebellion soffre ancora per un motore grafico non proprio eccellente in tutte le sue forme. Non che sia brutto da vedere, anzi le varie ambientazioni hanno dettagli molto curati e la direzione artistica è notevolmente spiccata specialmente per quanto riguarda l’immaginario di icone, simboli e poster, tuttavia i personaggi hanno movimenti visibilmente legnosi e meccanici, ricordando un po’ la vecchia scuola dei primi capitoli della serie.

Una scena decisamente familiare

Prendendo a paragone Zombie Army 3 (o Zombie Army Trilogy volendo ampliare), si può osservare come la struttura del motore sia praticamente invariata nella gestione dei movimenti degli eroi e nell’illuminazione, vedendo però numerosi miglioramenti negli “effetti speciali” e nella totalità dell’interfaccia, la quale finalmente si distacca dal modus operandi di Sniper Elite. L’approccio di Zombie Army 4 è quindi votato più a delinearne meglio l’identità che a rivoluzionare il suo look, intrigando il giocatore con il feeling del pad alla mano piuttosto che con la bellezza estetica. Per fortuna la creatività non manca in casa Rebellion, perciò preparatevi a sorprendervi con numerose chicche nascoste in ogni angolo.

Il trattamento in esame vale anche per l’audio di gioco, sempre rimasto con standard estremamente alti per quanto riguarda gli effetti sonori di armi e zombie. Il doppiaggio ha alti e bassi tra le frasi in un italiano molto americaneggiante e accenti forse troppo marcati, ma bisogna comprendere che alla fine della fiera anche questa esagerazione nella voce fa parte del pacchetto di Zombie Army. Ottima anche la presenza della localizzazione testuale per la nostra lingua.



Fonte articolo: https://www.tomshw.it/

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Updated: 3 Febbraio 2020 — 20:12
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